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Francesco Tolomei - Guida di Pistoia (1821)

INDICE 

 

 

Guida di Pistoia per gli amanti delle belle arti: con notizie degli architetti, scultori, e pittori pistoiesi, del Cav. Francesco Tolomei ciambellano di S. A. I. e R. il Grand-Duca di Toscana e socio di varie accademie. In Pistoia: presso gli Eredi Bracali stamp. vesc., 1821. - 235 p.; 21 cm

 

(Testo a cura di Franco Savi, tratto da: Le guide di Pistoia e del suo territorio. Dal manoscritto alla stampa, Siena 1998)

La prima guida di Pistoia venne alla luce con notevole ritardo su quelle delle altre città, anche minori, della Toscana (si pensi a Pescia che già nel 1772 poteva vantare la Descrizione delle sculture, pitture et architetture della città di Innocenzio Ansaldi).

Nonostante possa considerarsi un lavoro a più mani risalente per la sua parte fondamentale a molti anni prima. L'autore come dichiara nella dedica, si servì delle Memorie riguardanti le belle arti di Pistoia di suo padre Baronto, manoscritte e probabilmente disperse, della Guida della città e diocesi di Pistoia di Mighelangelo Fagnoni (manoscritto andato perduto),

  • V. Capponi, Biografia pistoiese o Notizie della vita e delle opere dei pistoiesi, Pistoia, Tipografia Rossetti, 1878, p. 417: "Oltre… il Fagnoni scrisse… la Guida della città e diogesi di Pistoia, opera bellissima e condotta con molto intendimento delle arti belle di cui molto si giovò anche il Tolomei

de Il forestiere istruito in Pistoia di Bernardino Vitoni, manoscritto conservato nella Biblioteca Forteguerriana. Inoltre, per la trattazione approfondita delle parti riguardanti l’architettura e la natura dei materiali adoperati nelle costruzioni, si avvalse della collaborazione di Pietro Petrini, "professore di mattematiche nel patrio Collegio Forteguerri", autore di un saggio sulla pittura degli antichi pubblicato in vari numeri dell’«Antologia» e molto più tardi in volume da Le Monnier a cura di Cesare Guasti. Del Petrini l'autore della guida inserisce alle pagine 212-217 le "Osservazioni intorno all'Atrio e alla Chiesa dell'Umiltà".
L’opera è estesamente corredata di note: a lato ad testo appaiono i riferimenti bibliografici, a piè di pagina le note esplicative in alcuni casi lunghe trattazioni storiche dirette a confutare alcune affermazioni di storiografi pistoiesi, in particolare del Fioravanti (p. 12). I monumenti e le opere più importanti e meritevoli dell'attenzione del visitatore sono segnalati con asterischi, anch'essi posti al lato del testo (il che rappresenta pur sempre un giudizio critico sulle opere d'arte e sugli artisti che a suo modo, rende noto, evitando così argomentazioni più articolate). Cospicuo è inoltre l'apparato degli indici, comprensivo di un "Indice alfabetico degli artisti" (p. 219-227), di un "Indice delle cose notabili" (p. 230-233) e dell'"Indice degli autori citati nell'opera" (p. 234-235), ovvero la bibliografia delle opere di saggistica e storiografia artistica consultate per scrivere la guida, dove compaiono gli scritti più importanti dei maggiori esperti italiani di ogni tempo sull'argomento: dal Vasari al Lanzi, da Giovan Pietro Bellori a Filippo Baldinucci al Milizia. Anche Sebastiano Ciampi, seppure non facente parte dell'illustre compagnia, è citatissimo nella guida per le sue Notizie inedite della Sagrestia pistoiese de' belli arredi che hanno, tra l'altro, introdotto un metodo di ricerca basato sulle carte d'archivio che, indirettamente, il Tolomei si vanterà di aver adottato (p. 31). In appendice alla guida compare il "Catalogo degli artisti pistoiesi" (p. 151-218), di grande utilità perché è il primo (e che si sappia unico) repertorio del genere apparso in Pistoia: una sorta di "albo", generoso nelle ammissioni, fino ad annoverare, fra gli "artisti", capimastri muratori (p. 155) e ricamatrici (p. 156). Le "voci" sono di livello e spessore alterni: per alcuni artisti, come per il pittore Lazzaro Baldi, sono fornite ampie notizie sulla vita e sulle opere, anche di quelle andate disperse a causa delle soppressioni ricciane (p. 152-154); di altri sono indicati solo il nome e la professione, come per Filippo Baldi di Bartolomeo architetto.
Tutto questo, e altro ancora, concorrerebbe a considerare, a prima vista, la guida, non come uno dei tanti "servitore di piazza" o "compendioso ristretto delle cose più notabili" allora in circolazione, ma un libro sull’"arte nella città di Pistoia" che aspira ad essere un libro d'arte tout court. Ma la delusione, una delusione a tratti sconcertante, si ha quando, dopo lunghe collazioni,

  • Sono numerose le parti de Il forestiere di sostanziale uniformità con la Guida; si riportano alcuni esempi: Il forestiere [c.9r, p. 5]: Il basso rilievo di terra cotta vetriata che è sopra la porta maggiore è lavoro di Luca e Agostino della Robbia, esprimente la Madonna col bambino con due serafini siccome sono di loro gli altri lavori simili di quella volta. Guida [p. 14]: "Il basso rilievo di terra cotta invetriata sulla porta principale esprimente una vergine col figlio, angeli e serafini è opera di Luca e Agostino della Robbia, dei quali pure sono i fiori, fruttami della crociera superiore”. Uno dei punti più salienti è raggiunto con la descrizione, una delle poche dei Vitoni che va oltre i consueti giudizi "di bella maniera" o "di felice invenzione", dell'affresco di Sebastiano Vini, La crocefissione di S. Desiderio nella chiesa omonima. Il forestiere [c.37r, p. 61]: "Il perfetto disegno, la varietà delle passioni di crudeltà del tiranno, la fierezza ne i soldati, di mansuetudine ne'santi, la bizzarria ne vestimenti, la vivacità ne cavalli, il bel paese, l'accorso mirabile del colorito rendono quest'opera degna di ammirazione". Guida [p. 66]: "Il disegno, la varietà delle passioni, le bellissime teste, la vivacità dei cavalli, il vestiario, l'armature e l'esatto costume degli abiti, il vago paese e altri molti pregi fanno sempre ammirare questa bella opera" e ancora Il forestiere [c.43v, p. 73]: "La tavola che rappresenta il cader della manna è opera stupenda del Cigoli, il quale dicesi per tradizione che essendo stato levato dallo spedale ammalato, e condotto in casa propria dal canonico Baldinotti, dove guarito fu richiesto di due tavole, una per la chiesa della SS. Annunziata da noi descritta, e l'altra per questa, e di più si dice che Mosè sia il ritratto del medesimo canonico Baldinotti''. Guida [p. 85n]: "Porta la tradizione che il Cigoli, essendo ammalato nell'Ospedale, fosse condotto a curarsi nella propria casa da un canonico Baldinotti, il quale dopo la di lui guarigione lo richiese di due tavole una per la SS. Annunziata, di cui si è già parlato, e l'altra per questa chiesa: si dice ancora che la figura del Mosè sia il ritratto di questo canonico”.

si scopre inequivocabilmente che la guida vera e propria risulta, di fatto, ricalcata su Il forestiere istruito di Bernardino Vitoni. Il Tolomei modifica ed aggiorna ai suoi tempi quello che della guida del Vitoni non esiste più, o ha cambiato funzione divenendo da oratorio casa privata, indica per le più importanti chiese le famiglie intestatarie degli altari, rendendo omaggio a una nobiltà che, dopo il periodo dell'annessione della Toscana all'impero francese, ha riacquistato pienezza di poteri. Tuttavia il percorso, le opere osservate, i giudizi, assai sobri, anche se sostenuti da quelli di illustri commentatori, molto poco si allontanano da quelli del Vitoni. La Guida per gli amanti delle belle arti venne brevemente recensita sull'«Antologia»; il recensore (che si sigla Z.) elogiava l'autore, ma senza entrare nel merito delle osservazioni artistiche, concludeva: "e prendiamo speranza che quei tra i suoi cittadini, che della storia e del pregio dei patrii monumenti si conoscono, suppliranno alla commendazione nostra in ciò, di che esser debbono essi soli competenti giudici riputati".

  • Recensione. In: «Antologia», tomo 6, (1822), p 387-388.

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